Anche questa é bici

Pubblicato: 19 aprile 2017 in Uncategorized

Una settimana.

Tanto basta a dare all’ andare in bici una prospettiva diversa, ripetutamente nuova.

Prima un raffreddore esagerato: stop a qualsiasi attività.

Solo il lavoro a portare “conforto”…

Giovedì sera prima di Pasqua: decido di prendere la bici e “andarmene”.

Ne ho proprio bisogno.

Pedalare, certo, ma anche trovare una dimensione diversa dal “casa-lavoro”, staccare.

Parto per le 19. Direzione sud, Bolzano.

Poca, poca gente in ciclabile. Solo e sto bene, me la godo in piena tranquillità.

A Bolzano mi fermo in un locale storico: decine d’ anni fa qui mio nonno giocava a carte.

L’ atmosfera oggi é diversa ma producono un’ ottima birra artigianale.

La serata é mite, fuori si sta proprio bene.

Intorno a me il fluire di una serata prefestiva.

Lascio discretamente la città che é ormai notte.

Riprendo per casa.

La ciclabile é un nastro ancor più isolato e buio.

Sono a mio agio: é una dimensione “intima” che sento mia, rilassante.

La bici, settata alla perfezione, scivola sull’ asfalto senza rumore.

Ecco in mezzo ad un prato la tenda di quel cicloturista che avevo notato scendendo!

Nemmeno si sarà accorto del mio passaggio.

Un sonno ristoratore, a casa, completa il tutto.

Mattina: una giornata da urlo! Sole, sole e nessuna nuvola.

Il colore del cielo é talmente intenso da sembrare “tangibile”.

Due croissant così dal panettiere e sono in ciclabile verso la Pusteria.

Il raffreddore non mi ha abbandonato del tutto ma sto bene e pedalo meglio.

Non accuso fatica e sento di poter pedalare fino a dove voglio, o quasi.

Quasi mi perdo a forza di cercare varianti panoramiche. Buon segno…

La strada mi pare meno lunga e faticosa dell’ ultima volta.

San Candido arriva prima del previsto.

Vorrei poter dilatare il tempo, continuare.

Lo so, siamo in aprile.

Marzo però é stato il mese del “tornare a salire” se così posso scrivere.

Salita, certo, dopo il “fondo”.

Ma anche e soprattutto panorami che si aprono ad un mondo diverso, sconfinato.

Ad un cielo immensamente azzurro, oltre il colore stesso, dopo mesi relegati al fondovalle, a quelle porzioni scatolate di volta celeste.

Un mese particolarmente mite.

In valle primavera.

In altezza quasi inverno.

La faccia ancora pallida.

Immagini, ricordi e proiezioni di una prossima stagione ad arrampicarsi per le cime alpine e dolomitiche.

marzo

Con Heini tra Villandro e Barbiano

Mike Hall

Pubblicato: 1 aprile 2017 in Uncategorized

Non sento la stanchezza di un’ intensa giornata di lavoro iniziata ben prima che arrivasse la luce.

Qualche ora prima la lettura di una mail.

Forse ho troppe cose per la testa.

Ho capito bene?

Mike Hall é morto, pedalando.

Ma come?

Mi avevano impressionato le sue imprese ciclistiche.

La notizia della sua scomparsa mi gela.

Rientro a casa in bici, ormai col buio.

Pedalo meglio del solito, forse. Vento a favore.

Voglio idealmente immaginare che sia lo spirito di Mike, il suo ricordo, a sospingere tutti i ciclisti.

Rest in peace, Mike! Keep riding…

Le ciclabili a sud della città sono già da tempo pulite dalla scarsa nevicata di gennaio.

Dopo un periodo particolarmente freddo (dai -5 ai -12 °C per le minime) ora piove.

Un inverno povero di neve ma di temperature in linea col periodo (e forse qualcosa in più).

Quindi nelle passate settimane ho usato meno la bici.

I rulli non mi esaltano ma sono “comodi”.

Qualche nuotata – meno, dopo l’ “indigestione” di cloro di un paio d’ anni fa… –  e “trail”.

Ossia camminate e corse con dislivello su terreno misto.

Ed è proprio per questa attività, principalmente, che ho acquistato un nuovo capo.

La felpa tecnica Dryheat Tunnel.

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Andrea, grazie della foto!

Ve ne voglio parlare sulla base della mia esclusiva esperienza personale.

Vi darò insomma il mio parere, da pagante, come sempre.

Questo prodotto esprime quattro caratteristiche in maniera molto accentuata.

La prima di cui ci si accorge immediatamente é la vestibilità estrema.

La felpa si adatta al corpo come una seconda pelle ma senza stringere.

Allo stesso tempo il materiale sintetico di cui é fatta é incredibilmente morbido e piacevole al tatto.

Non sempre ho avuto questa sensazione con altri capi di questo tipo, anzi…

Quindi le caratteristiche più tecniche.

Dryheat significa qualcosa come caldo-asciutto. Concetti tra loro direttamente collegati, in inverno.

Ebbene la traspirabilità del materiale é tale da non aver mai provato sensazione di ristagno di sudore sulla pelle o sulla felpa. Una dispersione ideale.

La sensazione di calore qui non é mai eccessiva, non ho mai avuto l’ impressione di “avere addosso una coperta”. La chiave sta nel concetto di termoregolazione. Né caldo, né freddo.

Io mi sono sempre dimenticato di averla addosso: né caldo ma tantomeno freddo da cui mi sono sentito ben isolato.

In bici non l’ ho provata, per ora, ma riferirò anche dell’ uso a due ruote.

Archeoweg. Termine tedesco che sta per “percorso archeologico”.

Il nome in italiano c’ é ma quando una certa cosa inizi a chiamarla inun certo modo…

Una passeggiata panoramica e piacevole da Bressanone a Elvas (e oltre).

Pelle d’ oca pensando ai “concittadini” che abitavano queste colline…

Tracce importanti di secoli, millenni, di vita.

Ma anche un tracciato veloce e allenante per un trail veloce alla scoperta di ciò che si ha sotto il naso…

Una volta con Gigi e, dato che il giro mi é piaciuto, la seconda con Heini.

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Stufles, antico quartiere di Bressanone, partenza dell’ Archeoweg

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Gigi, il primo a salire sulla biga per la foto-ricordo…

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Lebighe passavano di qui?

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Anche Heini…

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Brixen by night dall’ alto e da nord/est

Buona settimana!

Il Rapha Festive si é concluso. Un appuntamento particolare e stimolante… Oggi propongo una carrellata ricchissima di video a riguardo: vecchi fino ad arrivare ai nuovi.

Uno dei primi video a far partire la fantasia fu quello segnalato da Fabio anni fa: una versione di Festive abbastanza al limite ma affascinante…

Già l’ anno scorso Simone (sì, “quello della Witoor“) aveva avuto una bella idea: fare il Rapha Festive andando da Ferrara a Roma.

Anche il video era gustoso…

Quest’ anno il gruppo dei “Festivi” si é ingrandito e agguerrito.

Andare dalla foce de Po – non lontana da Ferrara – alla sorgente, il programma.

Questo il video… Complimenti per l’ impresa ragazzi!

Buona visione!

Come annunciato…

Fino a Fortezza pedalo controvento. Qualche annetto fa, lungo il perimetro del forte, caserma degli Alpini, probabilmente sarei stato osservato. Oggi uno spazio museale.

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Forte di Fortezza

Poco dopo una gola e una diga. Cerco i resti del vecchio ponte romano che dovrebbero essere visibili, dicono, ma senza successo.

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Gola

Poi, a favore di vento, prua a meridione. Salgo leggermente. Basta rampette…

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Ancora sole

Poco dopo sono sull’ atopiano di Rasa/Elvas. Il sole inizia a faticare ad andarsene. Bello…

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Sull’ altopiano di Rasa

Tengo ritmi frizzantini, senza forzare. Pulsazione volutamente spinte in alto. E mi chiedo perché stare sui rulli fino a quando le strade sono così pulite…?

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Dovere di cronaca

Anche se dovesse far freddo, basta rientrare. Nessun disonore. Ma oggi si sta più che bene.

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Elvas: alberi da frutto, tramonto, la conca di Bressanone

Prima della discesa mi metto il gilet. E per evitare il vento intenso sfrutto la fermata del bus: una specie di baita…

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“Camera con vista”

Ancora qualche pedalata dopo aver raggiunto la città per fare una trentina di chilometri. Mi sono riempito gli occhi, ho “perso” poco tempo e ho fatto un discreto allenamento.

Buona serata e settimana!