Sabato mattina, prima di mezzogiorno, sono tornato in sella.

Di comune accordo col fisioterapista e con grande cautela e tranquillità, ho ripreso a pedalare.

Ritmi leggeri più per capire come va con la schiena, la gamba e tutto il resto.

Un´oretta di bici in tutto.

Come é andata?

Il ghigno che mi affiorava in faccia dopo il lungo digiuno di un mese la diceva lunga sulle sensazioni che provavo. Sia per il fatto di essere tornato a pedalare, sia perché non ho accusato problemi o dolori.

E questo nonostante le mani ghiacciate dalle temperature rigidotte…

Certo, sono sotto antinfiammatorio, come prescritto dal medico. Ma se basta questo e la fisioterapia a togliere i problemi, allora non si dovrebbe trattare di qualcosa di impegnativo.

O almeno di complesso come i problemi di qualche anno fa che mi obbligarono a mesi di terapia, visite, antidolorifici da cavallo e dolori da svenire.

La Solstizio, purtroppo, é andata. Sono poco allenato e non mi sento ancora sicuro.

Ma avere la sensazione di rimettersi non ha prezzo.

Se va avanti così il regalo di Natale per me é già arrivato.

Black Friday. Venerdì nero.

Un invito ai consumi, al risparmio. Forse…

Già, perché personalmente sono rimasto (come sempre) abbastanza colpito. Allibito.

Ma che percentuali sono?

5, 10%…?

Il 30 a volte, ma solo su alcuni prodotti…

Sia chiaro: nulla é dovuto e come pensano molti, meglio questo che un pugno in un occhio.

Io continuo a non vederci nulla di particolare.

E credo che se non fosse per il periodo di Natale che ci sta davanti…

Ma questa é solo la mia opinione.

Voi che ne pensate?

Un saluto ai nuovi iscritti al blog!
Apparsi nonostante la latitanza di rete.

E´vero. Sto scrivendo poco, forse un record. Negativo.

Ma – l´ho scritto – questo blog riflette la vita in sella: e infatti non sto pedalando.

Sono assorbito dalla vita vorace che sta intorno alla bici.

E poi la schiena che non é ancora a posto.

Progetti a due ruote che naufragano, ricordi di una stagione goduta che appare già lontana…

Non é facile trovare un equilibrio ma é necessario.

La bici mi manca. Come oggetto, come atto, come spazio fisico e mentale.

Avrei anche in mente un progetto gravel… E invece sono disteso sul pavimento a fare esercizi e ripensare ai bei momenti in bici passati quest`anno.

Vale solo il presente, il passato può essere un ricordo. Il futuro si vivrà.

Continuo ad alimentare la mia passione in maniera alternativa.

Leggo, guardo video. E, in un certo senso, soffro.

Non credo che in altre situazioni avrei pubblicato il video di oggi.

Forse un po’ affettato e teatrale, come ce ne sono tanti in rete. Ma anche bello perché ricorda le pedalate fatte, da fare.

Nostalgia. Sensazioni, emozioni. Speranze.

Non servono immagini veloci e musiche scatenate per l´enfasi… Buona visione, buone pedalate.

A presto.

 

Preferisco chiamarla così: randonnee mi pare troppo per un giro da 80 km.

È vero, doveva essere un brevetto da 200, fino a Trento e ritorno.

Dopo molte peripezie, lunedì sera si parte, con le bici addobbate a tema o qualche piccolo gadget addosso. Io produco solo una zucchetta illuminata appesa alla piega.

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La zucchetta, a dx del Garmin, non facilmente visibile

Loris, reduce dalla 1001Miglia ma anche da una frattura alla clavicola riportata durante una rando, é in palla e arriva direttamente da Laives.

E´fresco, anzi soprattutto molto umido. A tratti pare abbia piovuto da tanto la strada é bagnata. Non mi scaldo e così mi fermo per infilare guanti più pesanti e scaldacollo.

Ma la cosa che da subito noto é la schiena in pieno clima Halloween: da paura! Una sensazione di fastidio, di rigidità, mi impedisce di trovare la posizione corretta e mi accompagna non solo in sella.

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Contratto

Ho idea ben precisa delle cause – minimamente di tipo fisico, oh yeah – e di come porvi rimedio.

Blateriamo del più e del meno per praticamente tutto il percorso. Nei paesetti attraversati alcuni bambini e ragazzi vestiti e truccati a tema, festeggiano la ricorrenza.

Globalizzazione di cui noi stessi ci facciamo promotori anche se poi analoghe feste sono presenti nella tradizione nazionale.

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Alle porte di Bolzano nord

Scendiamo verso Bolzano già immersi nel buio ma i nostri faretti alimentati da dinamo nel mozzo illuminano a giorno la strada in ogni angolo.

Quaranta chilometri: mi sono scaldato ma la schiena non cambia musica: sinfonia, stonata.

In piazza Walther completiamo la formazione con Michele, arrivato da Laives.

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Loris a sinistra, Michele a destra

Un ottimo caffé al Città per ammirare mezzi e “costumi a tema” e fare il punto della situazione… Loris vince, di netto:

Non me la sento di stare fuori tutta la notte in sella: il fastidio, probabilmente acuito da freddo e umidità, per una posizione al momento mal tollerata mi toglierebbe la gioia di pedalare, di condividere l´evento.

Lascio liberi gli amici che invece si offrono di accompagnarmi: verso sud o verso nord fa per loro poca differenza e per Michele il chilometraggio previsto rimane uguale.

Ringrazio mettendo sul banco di Chiusa un boccale di ottima birra artigianale.

Quindi risaliamo la stretta e silenziosa valle strappando agli operai di un cantiere notturno un sorriso di stupore e un saluto.

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Foto e panino incorporati, un classico!

Ma c`é ancora una domanda (risposte nei commenti) di fondamentale importanza dalla cui  risposta non ci possiamo esimere e da tematizzare adeguatamente prima di poter chiudere questo pezzo:

“Dolcetto o scherzetto?!”

Problemi tecnici

Pubblicato: 29 ottobre 2016 in Uncategorized

Per un problema tecnico non appare l´ultimo articolo pubblicato. Me ne scuso con i lettori e soprattutto con coloro che avevano inviato commenti e “Mi piace”.

Cercherò di recuperare al più presto.

L´occasione é gradita (come da formula standard) per salutare i nuovi iscritti al blog (molti a dire il vero e me ne stupisco dato che non é un periodo di grande attività da questo punto di vista…).

I ritmi continuano a rimanere alti e così il tempo per il blog si riduce.

Continuo a combattere con la quotidianità per ritagliarmi qualche scampolo di tempo libero.

E mi ritrovo spesso pressoché solo a pedalare al buio…

Ma ci sono, ci siamo e so che a molti non va diversamente!

Saluto Simone della Witoor & Co. con cui avrei dovuto (utopia! Bestemmia!) fare un giro autunnale tra Italia, Austria e Slovenia proprio in questi giorni!

Anche se il mio francese, più o meno, si ferma al titolo (e non é detto che sia corretto…), come esprimere il mio sentimento se non nella musicalissima lingua transalpina?!

Il Michelin Pro4, incensato per tenuta e resistenza ai tagli (pur con un bel punto di domanda nel titolo per cautela), ha ceduto! Ben due volte…

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Taglio netto

Un taglio in realtà abbastanza comune – ne usciva un bel blister della camera – ma che mi infastidisce in quanto il copertoncino avrà percorso un migliaio di chilometri, forse.

Sia chiaro: la cosa poco dice in assoluto sulle qualità globali comunque presenti del copertoncino.

Un danno, due, non rappresentano di certo un campione statistico accettabile! Ma per me personalmente conta, ovviamente.

Non fosse altro che per un aspetto di tranquillità psicologica, magari lontano da casa, magari di notte.

Per la cronaca Decathlon mi ha accordato il reso del prodotto, accettando l’ ipotesi del difetto. Quindi, come consumatore, posso dirmi in tal senso soddisfatto.

Purtroppo qualche giorno dopo la storia si é ripetuta con un`altra copertura.

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Sempre sulla spalla

Una lacerazione relativamente superficiale che anche questa volta non ha causato forature. Ma sempre sulla spalla.

E’ vero, sulla mia strada incontro anche modesti tratti di sterrato leggero.

D’ altronde spesso percorrere le strade di città può essere anche più dannoso… Ma in ogni caso questo é il mio test, queste sono le mie strade. Cari copertoncini: prendere o lasciare!

Ma la ricerca di un prodotto da contrapporre al Continental procede. Con un Vittoria Rubino Pro Graphene. Un copertoncino che dovrebbe fare dell´equilibrio nelle caratteristiche e del rapporto qualità/prezzo le sue armi più evidenti.

Staremo a vedere.

Il test effettuato sui mud flaps fatti in casa ha data esito negativo.

Volevo rendermi conto dell´efficacia offerta dai mud flaps e ho riscontrato un problema inaspettato (diverso anche da quello paventato da Fabio in un commento al pezzo precedente).

Le appendici, montate sulle alette in gomma morbida, fanno da ala spinte dalla resistenza all´aria. Anteriormente va a toccare la corona, posteriormente svolazza.

Inoltre nel punto in cui si curva crea una protuberanza che va a toccare il copertoncino, soprattutto dietro.

Quindi la protezione é vanificata in quanto i flaps si alzano in posizione quasi orizzontale lasciando passare l´acqua sporca.

Inoltre il sibilo provocato dallo strisciare sulla copertura é ovviamente molto fastidioso (e potenzialmente dannoso a lungo andare).

Ho quindi provveduto a rimuoverli.

Il problema – che non avevo assolutamente considerato – é la morbidezza delle alette poste in fondo al parafango e presenti sul prodotto all´uscita di fabbrica.

La soluzione definitiva sarebbe quella di giuntare le appendici direttamente al corpo in plastica rigida del parafango. Ma ovviamente si tratta di intervento complesso e rischioso.

Ad occhio direi che si rischia di fracassare il parafanghino dato che le alette sono rivettate e termosaldate…

Per ora il progetto mudflaps é dichiarato accantonato. Fino a quando non mi si accenderà qualche lampadina.