Le motivazioni che possono spingere un randonneur ad intraprendere un brevetto sono molte.

Ma si sa, niente premi.

Ok, ogni tanto viene dato un “pacco gara” – mutuando la tradizione dalle gf – e si può avere la medaglia – ma a pagamento -.

In alcuni casi si può ricevere un accessorio (mi ricordo una borraccia sponsorizzata, uno scaldacollo personalizzato e altre piacevoli cose di questo tipo).

Qualche volta viene regalata una maglietta-ricordo – mutuando una tradizione che mi pare piú radicata nel triathlon – e in altre viene dato un badge, una toppa.

Una tradizione, mi pare di capire, più presente in America e nel nord Europa.

E´stato così anche al Solstizio (due volte) e alla randonnee Via Claudia Augusta di un paio di anni fa.

Ogni toppa uno stile grafico che fa capire molto della manifestazione che racconta e promuove.

Non sempre tutti apprezzano l`estetica e alcuni non sanno proprio che farsene.

A me piacciono molto. Da tempo alcune toppe erano lì in uno cassetto in attesa di trovare il posto giusto dove applicarle. Per qualche tempo ho pensato al Softshell invernale o sullo zaino di tutti i giorni.

Ma entrambe le soluzioni non mi hanno mai convinto. Non volevo “spararmele sul petto” come medaglie.

Ma su una borsa da rando mi sono sembrate a casa loro.

IMG_20160822_134901.jpg

Toppe, “badge” e spillette

Ma che senso hanno?

Sicuramente non quello di far capire quanto é bravo (?) un randonneur.

Raccontano invece una storia fatta di strada, fatica, successi e ritiri, amicizie, panini ingurgitati pedalando, forature, mani sporche, acqua e sole, notti insonni ed estremitá intirizzite. E molto altro.

Insomma raccontano la vita rando.

Ovvio, non si può costringere nessuno a farle ma sarebbe bello, secondo me, se questa tradizione si radicasse sempre più fino a diventare, anche in Italia, una tradizione.

Ciò sarebbe quasi logico se soprattutto la realtá dei brevetti permanenti – in particolare nei casi in cui tra randonneur e societá organizzatrice si tengano solo contatti per mail e posta e succede – , dove trovano la loro naturale e logica collocazione, fosse maggiormente presente.

Ma non solo.

Forse é esagerato, d`accordo, ma anche l´idea di conquistare un nuovo badge, tra le altre cose, é una piccola, grande motivazione.

Oggi niente bici e domani nemmeno.

Diversi impegni mi hanno richiamato all´ordine.

È quindi tempo di bilancio, in un certo senso.

Poco meno di 6000 metri (contati sulle dita, l´esigenza di un gps che assolva tutte le funzioni é sempre più pressante) di dislivello accumulati in una settimana.

Non male per me.

Sono soddisfatto non tanto per il Rising, di fatto incompiuto a voler essere precisi, ma per l´allenamento effettuato in salita.

I primi giorni temevo infatti un po`l`accumulo di fatica nelle gambe.

Queste però non hanno accusato stanchezza né dato problemi.

La difficoltà maggiore, come scritto, é stata sicuramente quella della routine giornaliera, della salita “obbligata” senza possibilità di spostarmi in altri posti per variare.

In totale assenza di stimoli esterni come invece accade quando questi challenge sono organizzati e pubblicizzati in rete.

Aspetti importanti anche per le randonnee, in parte vissuti al contrario.

E comunque a breve c´é lo Stelvio e lì il dislivello accumulato dovrebbe farsi sentire positivamente.

Vedremo.

Il giorno del criceto e del mulo.

Quando, salendo, si conosce ogni crepa dell´asfalto, ogni bullone del guard rail, quando pare anche di sapere il punto esatto in cui respirare prima di uno sforzo, ecco, in quel momento mi pare di essere un criceto.

Che gira meccanicamente e poco convinto nella sua ruota stando peraltro sempre lí.

E`in questi momenti che si attua automaticamente la genesi.

Il criceto diventa mulo. Testardo fino all´assurdo. Punta le quattro zampe stinche, quasi seduto su quelle posteriori e non fa più un passo.

Ecco, in sintesi, la mia settima giornata di Rising.

Ho fatto la prima salita delle due previste, fermando così il bottino di metri di dislivello a poco meno di 500.

Non é escluso che nel fine settimana si faccia un`escursione più corposa in modo da “recuperare” (il termine mi stona ma é tecnicamente corretto) il dislivello mancante.

Sì, forse ho bisogno di una bella salita, di ghiacciarmi i piedi e le mani scendendo, di panormai diversi e maestosi. Di stimolo, insomma.

Il randonneur non é un criceto ma può essere un mulo.

Quando sente la sensazione di libertà venirgli meno, anche in bici!

Interrompo la serie dei report sul Voglioessererandonneur Risng per dare un avviso.

Il 27.08.2016, sabato, si terrá la consueta giornata dello Stelvio senza traffico veicolare.

Una manna, considerato il volume di mezzi che transita in estate sul passo.

In più le previsioni – per quanto sia un po`presto –  danno bel tempo stabile per tutta la settimana.

P1010185

I tornanti dell´ultimo pezzo: gambe ma anche testa…

Un´occasione ghiotta da cogliere al volo e magari anche per fare la Rando Stelvio, un brevetto permamente organizzato dall´Athletic Club Merano di 170 km ca. con meno di 3000 mt di dislivello.

Partenza da Merano, ciclabile fino a Prato allo Stelvio, quindi (dalle ore 08.00) salita allo Stelvio senza traffico, espatrio in Svizzera e Umbrailpass (ricordarsi la carta d´identitá!) e ritorno a Merano.

Tutti avvisati…

Pian piano ci si avvicina alla fine.

E si sente.

Non tanto per le gambe ma per l´aspetto mentale.

Oggi due salite da solo (Sulle dita quasi 900 mt di dislivello).

Bressanone – Chiusa per scaldare le gambe. Quindi sù a Velturno.

P1000527

Oltre il Castello di Velturno

Discesa verso Bressanone e poi sù a S. Andrea per la salita “classica”, stavolta.

P1000529

Il cartello di “S. Andrea”

La prima fatta di slancio. La seconda… Meno.

Se nel Rapha Festive – ovviamente a mio parere – il tutto sta nell´organizzazione e nell´esecuzione stando attenti a non farsi sopraffare dal freddo, qui il tutto é nella motivazione trascinata giorno dopo giorno.

Non fa troppo caldo, anzi la temperatura é ideale.

Il traffico ferragostano é giá scemato.

Qualche giorno di ferie.

Tutto perfetto, no?

La motivazione c´é ma, giorno dopo giorno, si rischia di sentirla venire meno.

Bisoga ricordare che questo é un Rising autoproclamato.

E c´é una bella differenza…

Nessuna pagina FB dedicata, niente racconti affascinanti da tutto il mondo circa successi e difficoltá dei partecipanti.

Solo, l´asfalto, la bici. La salita.

E la motivazione sull´orlo del baratro nei momenti di crisi. Per fortuna i posti in cui pedalo ripagano.

P1000535

Panorami “usuali” da pausa pranzo…

Ma ormai vedo la luce lí giù in fondo e posso dire di stare bene.

Nessun problema, la gamba tiene.

Voglioessererandonneur Rising, Voglioessererandonneur!

Credevo dovesse arrivare la grande stanchezza, oggi.

E invece no, anzi.

Gambe agili, pulsazioni ottime.

Nessun apparente segno di stanchezza da accumulo di dislivello.

A completare il quadro, meno metri di dislivello del solito: 600 ca per motivi di tempo.

Così le gambe recuperano ancora di più.

Utile in questo casi alternare, a volte, l´uscita alla mattina a quella del giorno successivo al pomeriggio in modo da avere più tempo per recuperare.

Alla prossima…

Quel Day 4 scritto nel titolo inizia a pesare.

Solo quasi a metá.

I metri di dislivello nelle gambe si accumulano e, nonostante non lamenti problemi, oggi ho iniziato a sentire una leggera mancanza di freschezza salendo.

Per prima cosa tredici chilometri benedetti di pianura, sempre più importanti per scaldare e stendere le gambe.

Così raggiungo Chiusa e Heini. Le pulsazioni metre raggiungiamo Ponte Gardena sono buone e anche durante la prima salita, verso Barbiano, si mantengono costanti permettendomi di salire tranquillo.

P1000518

Da Barbiano vista verso la val Gardena

La giornata é bella e il panorama ripaga. Si vede la val Gardena. Ormai l´atmosfera é resa limpida dal fresco della notte.

Sí, lo so, sembra un po`una cartolina ma é tutto vero e ripreso con una modesta fotocamerina.

Quindi si scende, si risale un po`verso Chiusa e da qui seconda salita verso Villandro.

Stavolta riprendere il ritmo per la salita é un po`faticoso ma poi va.

Arriviamo in cima con la gamba che gira meglio che all´attacco. E ci si rilassa…

P1000517

Fatta anche questa!

Scendiamo nuovamenteverso Chiusa: si nota che il traffico turistico é giá in netta diminuzione rispetto ai giorni scorsi. Ne approfitto per un`altra istantanea…

P1000520

Sguardo verso sud

Circa 800 mt abbondanti di dilivello. Può andar bene.

Lo so, avevo promesso di pubblicare i tracciati. Non ho avuto il tempo. Un imperativo é scritto (come ai tempi del militare), non é un errore di battitura e vale sia per i tacciati che il prosieguo del Rising:

Abbiare Fede!